Agrigento è una
delle principali
mete turistiche
della Sicilia,
è un centro
archeologico
tra i più famosi
e suggestivi
per l'imponenza
dei suoi templi.
Splendido se pur breve a partire dal V secolo a.C.
il ciclo storico della colonia greca della quale
Diodoro ci ha descritti il fasto e l'opulenza.
Fondata ca. il 583-580 a.C. da Geloi e Rodioti già
presenti nel territorio (abitato del resto da età
preistorica, come dimostrano avanzi
dell'Eneolitico e dell'età del bronzo), sorse in
posizione facilmente difendibile su due dei colli
rocciosi che dominano l'estesa regione e occupò
anche gran parte della pianura sottostante. Alla
leggendaria figura del tiranno Falaride si devono
forse i primi ampliamenti territoriali di Akragas
con la sottomissione dei popoli vicini. Terone
(488-473 a.C.) ne continuò l'opera conquistando
Imera e scacciandone Trasillo, il quale però
spinse contro di lui Cartagine, Reggio e
Selinunte. Tuttavia gli eserciti collegati
subirono davanti ad Akragas una memorabile
disfatta (480 a.C.), anche per l'appoggio dato a
Terone da Gelone di Siracusa, che veniva così a
consolidare la sua egemonia sugli altri stati
isolani. La rivalità che ne nacque tra Akragas e
Siracusa sfociò in una guerra tra i successori
Trasideo e Ierone siracusano, conclusasi con la
sconfitta e la cacciata di Trasideo, l'istituzione
della repubblica e l'alleanza con Siracusa. Dopo
un periodo di guerre a fianco dei Siracusani, un
nuovo conflitto fra le due città circa il 446 a.C.
terminò anche questa volta con la sconfitta di
Akragas, che da allora cessò dal partecipare
attivamente alle vicende politiche e belliche
siciliane e seppe, con una prolungata neutralità,
giungere a un alto grado di floridezza che durò
ininterrotto fino al 406-405, allorché una nuova
guerra con Cartagine portò all'abbandono e alla
devastazione della città. Ricostruita, Akragas si
ritrovò per necessità politiche ricongiunta a
Siracusa, della quale seguì le sorti. Sconfitto a
Cronio Dionisio I, si vide privata dai Cartaginesi
di buona parte del suo territorio, nè si giovò
molto della successiva vittoria di Timoleone al
Crimisso; anzi, dopo un periodo in cui fu nella
sfera d'influenza cartaginese, sconfitto nel 309
Amilcare all'Anapo, promosse una lega di città
siciliane che avrebbe dovuto fronteggiare tanto
Cartagine che Siracusa, ma che Agatocle non tardò
a sconfiggere. Così, quando i Romani giunsero
nell'isola, la città era di nuovo alleata dei
Punici e ben tre volte (nel 262 dai Romani, nel
255 dai Cartaginesi di Cartalone e nel 210 ancora
dai Romani) Akragas ebbe a soffrire assedio,
devastazioni, saccheggi e deportazioni. Alfine, in
definitivo possesso di Roma, poté riprendere in
parte l'antica floridezza economica.
Il tempio della Concordia
meglio conservato di tutto il mondo,
il assieme al Teseion di Atene;
anch’esso presenta 38 colonne,
distribuite 34 sul perimetro e 4 che
delimitano la cella, nella quale,molto
probabilmente, veniva adorata Demetra,
dea della pace e delle messi, dalla
quale c’è pervenuto il nome del
tempio.
Fra il 450 e 430 a.C. Il templio di
Era Lacinia,in stile dorico, del
quale su 38colonne, distribuite 34 in
tutto il perimetro e 4 circondanti la
cella, dove veniva adorato l’effigie
di una donna bellissima, 25 sono
intere, 9 spezzate e 4 mancanti del
tutto.
Il più antico Tempio di Ercole o
Heraklèion risalente al 520 a.C.,
di stile arcaico. A parere degli
archeologi il tempio doveva essere
bellissimo, forse uno dei più bei
monumenti dell’antichità per gli
ornamenti architettonici e per la
bellezza degli arrediDelle nove
colonne attualmente in piedi, otto,
quelle del lato meridionale furono
rialzate nel 1923; la nona, quella
dell’angolo nord-ovest, fu restaurata
il mese scorso. Nel tempio si venerava
una statua bronzea di Ercole, di
particolare bellezza.
Il tempio di Castore e Polluce
480-460 a.C. di stile dorico, con
alcuni elementi di stile ionico e
molto elegante perché era laccato da
una vernice che gli dava uno splendore
marmoreo molto suggestivo, della quale
ancora oggi se ne vedono le tracce. La
zona a nord di questo tempio,
cosiddetta "Zona Sacra", era dedicata
a Demetra e Persefone: qui si trovano
due altari rotondi dove,
nell’antichità, venivano eseguiti i
sacrifici.