..è uno scrigno aperto laddove la
terra profuma ancora di terra ed il
mare profuma ancora di mare, due
componenti che ispirano allo studio,
alla meditazione alla distensione
fisica e spirituale.
Lo Zingaro incanta per la sua aspra bellezza
per i colori intensi in ogni stagione, per le
bianche calette incastonate in un mare turchese,
le onnipresenti palme nane, la rigogliosa macchia
mediterranea, i tenaci olivastri e i maestosi
carrubi da dove si intravedono le armoniose forme
delle case contadine.
La costa dello Zingaro è una delle pochissime in
Sicilia senza strada litoranea, malgrado ne fosse
stata prevista una ed effettivamente iniziata già
nel 1976. Per ottenere la sospensione dei lavori e
la revoca del finanziamento, dal 1980 al 1981
parecchie associazioni naturalistiche attraverso
una massiccia campagna di stampa, sensibilizzarono
l'opinione pubblica coinvolgendo migliaia di
cittadini in una marcia di protesta che ebbe luogo
il 18 maggio 1980, dove pacificamente e
simbolicamente si prese possesso del territorio.
Aderendo al movimento di opinione contro
l'apertura della strada costiera, l'AZIENDA
FORESTE DEMANIALI della REGIONE SICILIANA dichiara
nel 1980 l'impegno di espropriare l'area dello
Zingaro perché di grande interesse ambientale.
Gli ambienti rocciosi la macchia
arbustiva le gariga che caratterizzano
il territorio, sono l'ambiente ideale
per specie ormai in diminuzione. Vanto
della Riserva è infatti l'Aquila
del Bonelli che si riproduce
regolarmente deponendo uno o due uova,
il velocissimo falco
pellegrino, la coturnice di
Sicilia che riesce qui a mantenere
popolazioni stabili, la poiana
dalle grandi ali caffelatte, il
gheppio piccolo falco dal colore
castano bruno, il barbaqgianni,
l'allocco, la civetta chiudono il
panorama dei rapaci.
La Riserva ha una superficie di
1600 Ha e un percorso costiero di 7
Km. circa, caratterizzato da
strapiombanti falesie che da
un'altezza massima di 913 m. (Monte
Speziale) portano rapidamente al mare.
La struttura geopedologica è
rappresentata da formazioni
calcarenitiche quaternarie e
soprattutto da rilievi mesozoici di
natura calcarea dolomitica. La
morfologia del paesaggio presenta
forme aspre e accidentate.